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	<description>La politica USA a suon di rock</description>
	<pubDate>Tue, 13 May 2008 15:48:03 +0000</pubDate>
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		<title>Lo spettro della co-presidenza - Beack Beat 23</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 17:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Hillary Clinton sembra oramai destinata ad abbandonare la corsa alle primarie, ma continua a promettere un&#8217;aspra battaglia contro Barack Obama. Secondo i media americani la sua ostinazione è unicamente finalizzata ad ottenere un&#8217;uscita di scena dignitosa. Per qualcuno aspirerebbe alla vice-presidenza, al fianco del suo acerrimo rivale in quello che viene alternativamente definito come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hillary Clinton sembra oramai destinata ad abbandonare la corsa alle primarie, ma continua a promettere un&#8217;aspra battaglia contro Barack Obama. Secondo i media americani la sua ostinazione è unicamente finalizzata ad ottenere un&#8217;uscita di scena dignitosa. Per qualcuno aspirerebbe alla vice-presidenza, al fianco del suo acerrimo rivale in quello che viene alternativamente definito come un <em>dream</em> o un  <em>nightmare ticket</em>. Per altri, l&#8217;unico biglietto che l&#8217;ex first lady vorrebbe strappare al suo rivale è un assegno per coprire l&#8217;enorme debito che ha contratto per questa campagna elettorale. Intanto nell&#8217;America reale succede che una delle più famose catene di fast food viene colta in flagrante a spiare su un&#8217;associazione di studenti che aveva denunciato i maltrattamenti sul lavoro ad opera dell&#8217;azienda. Accusata di chiudere un occhio sulle forme di schaivismo che colpiscono i migranti addetti alla raccolta dei pomodori in Florida, Burger King ha assoldato una compagnia privata di intelligence per infiltrarsi tra i giovani della Student-Farmworker Alliance.</p>
<p>Questo ed altro su Back Beat di questa settimana, in compagnia di Andrea Cocco e Bianca Cerri</p>
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		<itunes:summary>Hillary Clinton sembra oramai destinata ad abbandonare la corsa alle primarie, ma continua a promettere un'aspra battaglia contro Barack Obama. Secondo i media americani la sua ostinazione egrave; unicamente finalizzata ad ottenere un'uscita di scena dignitosa. Per qualcuno aspirerebbe alla vice-presidenza, al fianco del suo acerrimo rivale in quello che viene alternativamente definito come un dream o un  nightmare ticket. Per altri, l'unico biglietto che l'ex first lady vorrebbe strappare al suo rivale egrave; un assegno per coprire l'enorme debito che ha contratto per questa campagna elettorale. Intanto nell'America reale succede che una delle piugrave; famose catene di fast food viene colta in flagrante a spiare su un'associazione di studenti che aveva denunciato i maltrattamenti sul lavoro ad opera dell'azienda. Accusata di chiudere un occhio sulle forme di schaivismo che colpiscono i migranti addetti alla raccolta dei pomodori in Florida, Burger King ha assoldato una compagnia privata di intelligence per infiltrarsi tra i giovani della Student-Farmworker Alliance.

Questo ed altro su Back Beat di questa settimana, in compagnia di Andrea Cocco e Bianca Cerri</itunes:summary>
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		<title>Il contro spionaggio della Burger King</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 14:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E’ solo l’ultima delle corporation americane pizzicate mentre controllava con mezzi illegali i propri dipendenti o gruppi esterni considerati scomodi. Regina del fast food a stelle strisce la Burger King corporation è finita questa settimana nell’occhio del ciclone per aver fatto pedinare e spiare i membri della Student-Farmworker Alliance (SFA) un’associazione statunitense che da anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ solo l’ultima delle corporation americane pizzicate mentre controllava con mezzi illegali i propri dipendenti o gruppi esterni considerati scomodi. Regina del fast food a stelle strisce la Burger King corporation è finita questa settimana nell’occhio del ciclone per aver fatto pedinare e spiare i membri della Student-Farmworker Alliance (SFA) un’associazione statunitense che da anni denuncia le condizioni dei lavoratori pagati dalla catena. Insieme ad altre organizzazioni la SFA promuove una campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti impiegati negli Stati Uniti per la raccolta dei pomodori che poi finiscono nei panini e nei tacos. “Ogni anno in Florida” denuncia l’associazione di studenti e contadini “migliaia di migranti vengono letteralmente schiavizzati, sotto il controllo di contractors che in alcuni casi non assicurano neanche la paga a fine lavoro”. Una condizione che riguarda anche altre note società e che ha recentemente spinto la McDonald corporation ad approvare un aumento in busta paga per i raccoglitori e controlli più severi contro gli episodi di schiavismo. Non così la Burger King, che di fronte al pericolo di un boicottaggio contro i suoi panini ha deciso di passare alle maniere forti. Grazie ai servizi della Diplomatic Tactical Services, una compagni di investigazioni privata, il re del panino è arrivato ad infiltrarsi nel gruppo di studenti pur di carpire i loro segreti e prevenire eventuali contestazioni. Il compito era stato affidato a Cara Schaffer, giovane leva della Tactical Service che è effettivamente entrata a far parte della SFA a partire di marzo. Una carriera da attivista finita ben presto, visto che nel giro di un mese la Schaffer è stata smascherata. “La Diplomatic Tactical Services ha lavorato con noi per anni nell’ambito della sicurezza” ha dichiarato uno dei responsabili della Burger King in un’intervista citata dal New York Times. “Proteggere i nostri impiegati e prevenire potenziali danni è un nostro diritto oltre che un dovere” ha aggiunto un altro pezzo grosso della catena.</p>
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		<title>C&#8217;è Exxon dietro l’ennesima bufala anti-climatica?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 11:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ Si chiama Dannis T. Avery ed è uno dei più noti sostenitori della teoria che l’uomo non abbia nessuna responsabilità del cambiamento climatico. Membro del  Hudson Institute, centro di ricerca prezzolato dalle compagnie petrolifere, Avery sostiene che il surriscaldamento globale sia causato da un ciclo naturale e non dai gas a effetto serra derivati dall’uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Si chiama Dannis T. Avery ed è uno dei più noti sostenitori della teoria che l’uomo non abbia nessuna responsabilità del cambiamento climatico. Membro del  Hudson Institute, centro di ricerca prezzolato dalle compagnie petrolifere, Avery sostiene che il surriscaldamento globale sia causato da un ciclo naturale e non dai gas a effetto serra derivati dall’uso dei combustibili fossili come il petrolio. Nel settembre del 2007 per dare forza alla sua teoria scrisse un articolo sostenendo che circa 500 scienziati erano della stessa opinione. A distanza di pochi mesi però la bufala è venuta alla luce grazie alla segnalazione su un blog. Uno dopo l’altro gli scienziati citati da Avery hanno negato di aver mai sostenuto tali teorie chiedendo di essere rimossi dalla lista.  “Quando ho visto il mio nome su quella lista sono rimasto scioccato… sono 20 anni che sostengo la tesi opposta!” scrive David Sugden, professore di geografia dell’università di Edimburgo. “Cancellate il mio nome!” gli fa eco Svante Bjorck dell’università svedese di Lund, “quello che avete fatto è contrario a qualsiasi principio etico”. Ma dalla Heartland Institute, che ha pubblicato l’articolo di Avery, non ne vogliono sapere. Secondo Joseph Bast, presidente dell’istituto, gli scienziati in questione “non hanno diritto né dal punto di vista etico né da quello legale di chiedere la rimozione dei loro nomi dalla bibliografia di un articolo sul quale non sono d’accordo”. L’Hudson Institute o chi per lui avrebbe invece il diritto di falsare i risultati di ricerche altrui per i propri fini politici.  In fondo, verrebbe da aggiungere, vengono pagati anche per questo. Secondo il gruppo di ricerca exxon secrets, tra il 1995 e il 2005, lo Hudson Institute ha ricevuto dalla sola Exxon Mobil almeno 25 mila dollari.</p>
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		<title>La politica è in mano ai sermoni - Puntata 22</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 17:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A pochi giorni dallle primarie in Indiana e North Carolina a scuotere gli americani dal torpore di una campagna elettorale che dura già da cinque mesi sono le dichiarazioni infiammate di reverendi e leader religiosi. Il primo a finire sotto il fuoco incrociato dei media è stato il pastore John Hagee, leader di una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dallle primarie in Indiana e North Carolina a scuotere gli americani dal torpore di una campagna elettorale che dura già da cinque mesi sono le dichiarazioni infiammate di reverendi e leader religiosi. Il primo a finire sotto il fuoco incrociato dei media è stato il pastore John Hagee, leader di una delle sette evangeliche più diffuse del paese e alleato importante del candidato repubblicano John Mc Cain. Dal Texas, dove la sua congregazione vanta 19 mila fedeli, il telepredicatore più famoso d&#8217;America ha duramente attaccato la chiesa cattolica descrivendola come la vera ispiratrice dell&#8217;olocausto e scatenando le reazioni stizzite dello stesso Mc Cain. Sul versante democratico c&#8217;ha pensato invece il reverendo Jeremiah Wright a infiammare gli animi. Ex pastore di Barak Obama, Wright è tornato a far parlare di sé suggerendo che l&#8217;Aids è stata un&#8217;arma del governo contro gli afroamericani. Tutto questo mentre nello Utah e in Arizona i politici discutono se applicare o meno il pugno di ferro contro la Chiesa fondamentalista dei santi dell&#8217;ultimo giorno. La setta che un mese fa è stata al centro di una vasta operazione di polizia in Texas è nel mirino delle autorità per i casi di poligamia, per i matrimoni tra minori e per denunce di violenze.</p>
<p> Dopo aver parlato nelle scorse settimane del voto cattolico, in questa puntata tenteremo di capire perché sette, congreghe e culti hanno tanto potere nell&#8217;America profonda e quali sono le relazioni che le legano alla politica.</p>
<p>In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</p>
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		<itunes:summary>A pochi giorni dallle primarie in Indiana e North Carolina a scuotere gli americani dal torpore di una campagna elettorale che dura giagrave; da cinque mesi sono le dichiarazioni infiammate di reverendi e leader religiosi. Il primo a finire sotto il fuoco incrociato dei media egrave; stato il pastore John Hagee, leader di una delle sette evangeliche piugrave; diffuse del paese e alleato importante del candidato repubblicano John Mc Cain. Dal Texas, dove la sua congregazione vanta 19 mila fedeli, il telepredicatore piugrave; famoso d'America ha duramente attaccato la chiesa cattolica descrivendola come la vera ispiratrice dell'olocausto e scatenando le reazioni stizzite dello stesso Mc Cain. Sul versante democratico c'ha pensato invece il reverendo Jeremiah Wright a infiammare gli animi. Ex pastore di Barak Obama, Wright egrave; tornato a far parlare di seacute; suggerendo che l'Aids egrave; stata un'arma del governo contro gli afroamericani. Tutto questo mentre nello Utah e in Arizona i politici discutono se applicare o meno il pugno di ferro contro la Chiesa fondamentalista dei santi dell'ultimo giorno.nbsp;Lanbsp;setta che un mese fa egrave; stata al centro di una vasta operazione di polizia in Texas egrave; nel mirino delle autoritagrave; per i casi di poligamia, per i matrimoni tra minori e per denunce di violenze.

nbsp;Dopo aver parlato nelle scorse settimane del voto cattolico, in questa puntata tenteremo di capire percheacute; sette, congreghe e culti hanno tanto potere nell'America profonda e quali sono le relazioni che le legano alla politica.

In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</itunes:summary>
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		<title>C&#8217;era una volta New Orleans - Puntata 21</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 17:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Decine di migliaia di sfollati che temono di non poter più ritornare a casa, l&#8217;86 per cento delle case popolari che è rimasta inaccessibile, due denunce per discriminazione raziale lanciate dall&#8217;Onu. E&#8217; preoccupante il bilancio della ricostruzione di New Orleans a due anni e mezzo dall&#8217;uragano Katrina che l&#8217;ha devastata.  Mentre l&#8217;amministrazione americana sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decine di migliaia di sfollati che temono di non poter più ritornare a casa, l&#8217;86 per cento delle case popolari che è rimasta inaccessibile, due denunce per discriminazione raziale lanciate dall&#8217;Onu. E&#8217; preoccupante il bilancio della ricostruzione di New Orleans a due anni e mezzo dall&#8217;uragano Katrina che l&#8217;ha devastata.  Mentre l&#8217;amministrazione americana sta procedendo a grandi ritmi nella demolizione delle case considerate pericolanti non c&#8217;è traccia di una politica di ricostruzione di alloggi popolari. E ad essere colpite sono principalmente le fasce più povere, quelle che ancora oggi popolano i centri di accoglienza disseminati sul territorio americano e che guardano con sgomento l&#8217;impennata degli affiitti. Il 50 per cento degli abitanti poveri di New Orleans non è ancora riuscito a tornare a casa. Il 7 marzo  a intervenire sul loro caso è stato il comitato dell&#8217;Onu per l&#8217;eliminazione delle discriminazioni raziali che ha sottolineato la disparità di trattamento che ha colpito la popolazione con i redditi più bassi e per lo più afroamericana.</p>
<p>Le primarie in Pennsylvania e il ritorno di Jimmy Carter dalla Palestina, sono gli altri argomenti della puntata.</p>
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</a></p>
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		<itunes:summary>Decine di migliaia di sfollati che temono di non poter piugrave; ritornare a casa, l'86 per cento delle case popolari che egrave; rimasta inaccessibile, due denunce per discriminazione raziale lanciate dall'Onu. E' preoccupante il bilancio della ricostruzione di New Orleans a due anni e mezzo dall'uragano Katrina che l'ha devastata.  Mentre l'amministrazione americana sta procedendo a grandi ritmi nella demolizione delle case considerate pericolanti non c'egrave; traccia di una politica di ricostruzione di alloggi popolari. E ad essere colpite sono principalmente le fasce piugrave; povere, quelle che ancora oggi popolano i centri di accoglienza disseminati sul territorio americano e che guardano con sgomento l'impennata degli affiitti. Il 50 per cento degli abitanti poveri di New Orleans non egrave; ancora riuscito a tornare a casa. Il 7 marzo  a intervenire sul loro caso egrave; stato il comitato dell'Onu per l'eliminazione delle discriminazioni raziali che ha sottolineato la disparitagrave; di trattamento che ha colpito la popolazione con i redditi piugrave; bassi e per lo piugrave; afroamericana.

Le primarie in Pennsylvania e il ritorno di Jimmy Carter dalla Palestina, sono gli altri argomenti della puntata.


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		<title>Caccia al voto cattolico - Back Beat 20</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La visita del papa negli Stati Uniti fomenta la caccia dei voti cattolici da parte dei candidati alle presidenziali. Le ingenti risorse versate dalla Casa Bianca per garantire la sicurezza del pontefice, nonché il vitto e l&#8217;alloggio per il suo seguito, hanno però destato non poche perplessità nell&#8217;opinione pubblica. I cattolici negli States rappresentano solo il 20 per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La visita del papa negli Stati Uniti fomenta la caccia dei voti cattolici da parte dei candidati alle presidenziali. Le ingenti risorse versate dalla Casa Bianca per garantire la sicurezza del pontefice, nonché il vitto e l&#8217;alloggio per il suo seguito, hanno però destato non poche perplessità nell&#8217;opinione pubblica. I cattolici negli <em>States</em> rappresentano solo il 20 per cento della popolazione, ma negli ultimi anni sono riusciti ad acquisire un peso politico sempre più rilevante. Oggi cinque dei nove i giudici della Corte suprema si professano devoti alla chiesa di Roma. Una netta maggioranza, particolarmente sensibile al concetto della vita, ma che non ha impedito la recente sentenza a favore dell&#8217;iniezione letale come pena capitale. E negli intrighi che legano la politica a stelle e strisce con la curia vaticana rispunta il nome di Raffaello Follieri, imprenditore pugliese che si era lanciato nel business di acquisto dei beni della chiesa in America. Considerato fino a qualche anno fa come uno dei trait d&#8217;union tra i Clinton e le istituzioni ecclesiastiche di Roma, Follieri è stato recentemente rinviato a giudizio per un assegno scoperto da 250 mila dollari.</p>
<p>In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</p>
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		<title>Il nuovo palazzo imperiale a Baghdad</title>
		<link>http://backbeat.amisnet.org/2008/04/19/il-nuovo-palazzo-imperiale-a-baghdad/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 11:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti non rinunceranno alla loro presenza in Iraq. E al di là delle dichiarazioni d’intenti lanciate in campagna elettorale, nulla sembra essere più indicativo della costruzione della gigantesca ambasciata americana a Baghdad.  27 diversi edifici, 619 appartamenti, campi da basket e una piscina olimpionica. Il 14 aprile scorso il Dipartimento di stato americano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman">Gli Stati Uniti non rinunceranno alla loro presenza in Iraq. E al di là delle dichiarazioni d’intenti lanciate in campagna elettorale, nulla sembra essere più indicativo della costruzione della gigantesca ambasciata americana a Baghdad.  27 diversi edifici, 619 appartamenti, campi da basket e una piscina olimpionica. Il 14 aprile scorso il Dipartimento di stato americano ha dato la sua definitiva approvazione al mega progetto realizzato nella capitale irachena. Nonostante gli scandali sorti durante la realizzazione dell’enorme compuond l’opera è stata certificata con tanto di approvazione da parte di una squadra di specialisti indipendenti. “Siamo fieri del lavoro svolto e dei tempi record per la realizzazione dell’opera” ha dichiarato il responsabile del progetto Wadih Al Absi. Con un costo di 474 milioni di dollari e un’estensione di 104 acri di terra, l’ambasciata statunitense in Iraq è oggi la più grande al mondo.</p>
<p></font></p>
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		<title>1966 l&#8217;anno delle Pantere Nere. Puntata 19</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 20:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[BackBeat]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1966 nasce a Oakland in California il partito delle Pantere Nere. Una dozzina di militanti e un programma in 12 punti che di lì a poco avrebbero stravolto la politica degli Stati Uniti e dato nuova vita alle lotte per i diritti civili degli afroamericani. In pochi anni le Black Panthers riuscirono a ottenere un incredibile consenso costruendo proprie basi in quasi tutti gli stati del paese e inviando propri rappresentanti come ambasciatori all&#8217;estero. A parlarne a Back Beat è David Hillard, uno dei fondatori del movimento, in Italia per una serie di incontri pubblici con le realtà politiche di alcune città. Uno spunto anche per parlare dell&#8217;attuale consenso &#8220;nero&#8221; a Barack Obama, il senatore dell&#8217;Illinois in corsa per la Casa Bianca .&#8221;E&#8217; dagli anni sessanta&#8221; dice Hilliard, &#8220;che non vedevo negli Stati Uniti un movimento così vasto e un così ampio interesse&#8221;.</p>
<p>In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</p>
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		<title>L&#8217;eredità stravolta di Martin Luther King. Puntata 18</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 17:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Cocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[BackBeat]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 aprile del 1968 veniva ucciso a Memphis, nel Tennessee, Martin Luther King. Un colpo sparatogli mentre si trovava su un balcone del motel Lorreine matteva fine a una carriera politica che negli ultimi tempi era diventata sempre più scomoda. A partire dal 1967 i sermoni di King avevano iniziato a colpire con veemenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 aprile del 1968 veniva ucciso a Memphis, nel Tennessee, Martin Luther King. Un colpo sparatogli mentre si trovava su un balcone del motel Lorreine matteva fine a una carriera politica che negli ultimi tempi era diventata sempre più scomoda. A partire dal 1967 i sermoni di King avevano iniziato a colpire con veemenza l&#8217;avventura americana in Vietnam. &#8220;Gli Stati Uniti&#8221; aveva tuonato il reverendo in uno dei suoi ultimi discorsi &#8220;sono i maggiori fornitori di violenza al mondo&#8221;. Per il leader afroamericano la denuncia della guerra era diventata una parte integrante della lotta per i diritti civili dei neri e contro la marginalizzazione dei poveri. Ma oggi, a quarant&#8217;anni dalla sua uccisione, si preferisce commemorare i lati meno spigolosi della sua figura. Celebrato dai media e dall&#8217;establishment politico di un paese in piena campagna elettorale, Martin Luther King non è però ricordato per le sue denunce più incisive: quelle contro le spese militari astronomiche e la mancanza assoluta di una politica sociale.</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</p>
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		<title>La musica al voto - Puntata 17</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 17:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Anania</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[BackBeat]]></category>

		<category><![CDATA[Ani DiFranco]]></category>

		<category><![CDATA[Back Beat Stati Uniti voto musica Bruce Spingsteen]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi ancora non ha deciso per chi fare il tifo, come Bruce Springsteen; chi ha scommesso su un candidato perdente sin dall&#8217;inizio, come Ani DiFranco con il democratico Dennis Kucinich; chi ha dato il suo sostegno a Barack Obama, come hanno fatto i Rem. Dal blues, al rock, passando per il raggae, l&#8217;America degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">C&#8217;è chi ancora non ha deciso per chi fare il tifo, come Bruce Springsteen; chi ha scommesso su un candidato perdente sin dall&#8217;inizio, come Ani DiFranco con il democratico Dennis Kucinich; chi ha dato il suo sostegno a Barack Obama, come hanno fatto i Rem. Dal blues, al rock, passando per il raggae, l&#8217;America degli artisti si schiera, ma lo fa in modo meno impegnato di quanto accadeva negli anni settanta. In un sistema schiacciato dal bipolarismo scarseggiano i musicisti che optano per i partiti minori, come i verdi di Nader, o che alzano la voce per chiedere alla politica maggiore attenzione alle questioni sociali. Capita poi che, nel mezzo di una crisi economica sempre più drammatica, siano gli stessi politici a vestire i panni degli artisti. E&#8217; il caso del presidente George W Bush finito questa settimana sotto i riflettori per un inatteso show di tip tap.</p>
<p>Questo ed altro nella puntata n. 17 di Back Beat, in compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</p>
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		<itunes:summary>C'egrave; chi ancora non ha deciso per chi fare il tifo, come Bruce Springsteen; chi ha scommesso su un candidato perdente sin dall'inizio, come Ani DiFranco con il democratico Dennis Kucinich; chi ha dato il suo sostegno a Barack Obama, come hanno fatto i Rem. Dal blues, al rock, passando per il raggae, l'America degli artisti si schiera, ma lo fa in modo meno impegnato di quanto accadeva negli anni settanta. In un sistema schiacciato dal bipolarismo scarseggiano i musicisti che optano per i partiti minori, come i verdi di Nader, o che alzano la voce per chiedere alla politica maggiore attenzione alle questioni sociali. Capita poi che, nel mezzo di una crisi economica sempre piugrave; drammatica, siano gli stessi politici a vestire i panni degli artisti. E' il caso del presidente George W Bush finito questa settimana sotto i riflettori per un inatteso show di tip tap.
Questo ed altro nella puntata n. 17 di Back Beat, in compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco</itunes:summary>
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