Droghe e manganelli, i colpi di coda di Bush contro i migranti - Puntata 23
A cura di Andrea Cocco • 19 May 2008
Continuano a rimanere in carcere i 389 migranti arrestati negli Stati Uniti una settimana fa al termine di una delle più clamorose operazioni di polizia di questi ultimi anni. Messa a segno il 12 maggio a Postville, nell’Iowa, la retata è stata pianificata dall’Agenzia statunitense per l’immigrazione, la Immigration and Customs Enforcement (ICE) ed è la più vasta mai realizzata nello stato contro i cosidetti “clandestini”. I migranti in questione, tutti di origine messicana e guatemalteca, erano impiegati alla Agriprocessor, un’industria di carne in scatola su cui regge l’economia di Postville, e costituiscono oltre il 10 per cento della popolazione della cittadina, che non supera i 2300 abitanti. Per “stanarli” dalla fabbrica dove lavoravano e portarli nei centri di detenzione, la polizia ha usato elicotteri e una decina di autobus federali. Il giorno dopo la retata, le scuole, popolate in gran parte da figli di migranti che ora rischiano l’espulsione sono rimaste chiuse mentre le associazioni vicine alla chiesa locale hanno organizzato una manifestazione nella vicina Waterloo. “Vogliamo giustizia” hanno gridato in spagnolo i familiari dei detenuti, “vogliamo una nuova legge sull’immigrazione”. Proprio la scorsa settimana l’ICE era finita sotto accusa per i cocktail di farmaci che fa ingurgitare ai migranti prima di rimpatriarli sui voli internazionali. Il Washington Post aveva pubblicato un’inchiesta denunciando almeno 30 morti sospette su un totale di oltre 250 casi verificati.
In questa puntata di Back Beat: la legge anti-migrazione approvata sotto Bush, il trattatmento degradante dei detenuti e le speciali norme sull’isolamento. In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco.
Tags:espulsioni, ICE, Iowa, migranti, Postville, Stati Uniti
