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C’è Exxon dietro l’ennesima bufala anti-climatica?

A cura di Andrea Cocco • 9 May 2008

 Si chiama Dannis T. Avery ed è uno dei più noti sostenitori della teoria che l’uomo non abbia nessuna responsabilità del cambiamento climatico. Membro del  Hudson Institute, centro di ricerca prezzolato dalle compagnie petrolifere, Avery sostiene che il surriscaldamento globale sia causato da un ciclo naturale e non dai gas a effetto serra derivati dall’uso dei combustibili fossili come il petrolio. Nel settembre del 2007 per dare forza alla sua teoria scrisse un articolo sostenendo che circa 500 scienziati erano della stessa opinione. A distanza di pochi mesi però la bufala è venuta alla luce grazie alla segnalazione su un blog. Uno dopo l’altro gli scienziati citati da Avery hanno negato di aver mai sostenuto tali teorie chiedendo di essere rimossi dalla lista.  “Quando ho visto il mio nome su quella lista sono rimasto scioccato… sono 20 anni che sostengo la tesi opposta!” scrive David Sugden, professore di geografia dell’università di Edimburgo. “Cancellate il mio nome!” gli fa eco Svante Bjorck dell’università svedese di Lund, “quello che avete fatto è contrario a qualsiasi principio etico”. Ma dalla Heartland Institute, che ha pubblicato l’articolo di Avery, non ne vogliono sapere. Secondo Joseph Bast, presidente dell’istituto, gli scienziati in questione “non hanno diritto né dal punto di vista etico né da quello legale di chiedere la rimozione dei loro nomi dalla bibliografia di un articolo sul quale non sono d’accordo”. L’Hudson Institute o chi per lui avrebbe invece il diritto di falsare i risultati di ricerche altrui per i propri fini politici.  In fondo, verrebbe da aggiungere, vengono pagati anche per questo. Secondo il gruppo di ricerca exxon secrets, tra il 1995 e il 2005, lo Hudson Institute ha ricevuto dalla sola Exxon Mobil almeno 25 mila dollari.

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