L’eredità stravolta di Martin Luther King. Puntata 18
A cura di Andrea Cocco • 7 April 2008
Il 4 aprile del 1968 veniva ucciso a Memphis, nel Tennessee, Martin Luther King. Un colpo sparatogli mentre si trovava su un balcone del motel Lorreine matteva fine a una carriera politica che negli ultimi tempi era diventata sempre più scomoda. A partire dal 1967 i sermoni di King avevano iniziato a colpire con veemenza l’avventura americana in Vietnam. “Gli Stati Uniti” aveva tuonato il reverendo in uno dei suoi ultimi discorsi “sono i maggiori fornitori di violenza al mondo”. Per il leader afroamericano la denuncia della guerra era diventata una parte integrante della lotta per i diritti civili dei neri e contro la marginalizzazione dei poveri. Ma oggi, a quarant’anni dalla sua uccisione, si preferisce commemorare i lati meno spigolosi della sua figura. Celebrato dai media e dall’establishment politico di un paese in piena campagna elettorale, Martin Luther King non è però ricordato per le sue denunce più incisive: quelle contro le spese militari astronomiche e la mancanza assoluta di una politica sociale.
In compagnia di Bianca Cerri e Andrea Cocco

